lunedì 9 febbraio 2009

Elogio al Nulla (o trasmigrazione del Nulla interiore)

Tutto quanto è nulla.
E’ tanto strano essere sulle dolci parole di una dolce bocca, ma nonostante tutto è decisamente apprezzabile, così come la rugiada su un fiore…ci si può trovare d'innanzi ad una scelta consapevole o meno... non è vivere o non vivere, ma saper godere appieno di quello che abbiamo, senza andare alla ricerca di qualcosa di superfluo; che senso ha la ricerca di un nuovo stato se non si conosce quello dal quale cerchiamo una via d’uscita?
Credo che sia difficile stabilire la correttezza delle nostre azioni, correttezza intesa come possibilità di scelta tra giusto o sbagliato, e non tra giusto e giusto, perché è anche giusto sbagliare. E’ importante al contrario, che tutto ciò che scaturisce dalla nostra mente sia ponderato 1000 e 1000 volte, lo dice uno che è razionalista di professione…che rilievo avrebbe una scelta presa solamente per adempire ai nostri doveri? Lo dico sotto forma di domanda, perché molta gente usa la testa come un surrogato del pensare cosmico...

Tutto quanto rimane nulla
...il desiderio di non affermare ciò ci spinge nel quotidiano, illusi nel distrarci dall'affermazione..ma il nostro destino è questo, e null'altro ci deve distogliere dal compierlo. Perchè non nascondersi dietro facili paraventi? perchè non mostrarsi nulli dinnazi al nulla? Stiamo svendendo ogni cosa, perdendo valore ad ogni respiro, perchè non c'è niente di peggio che far correre il tempo..tic tac..tutto è finito..
Ora che il granello di sabbia è già caduto, sto perdendo il controllo...tempo scaduto del mare vissuto, ognuno è caduto tra le braccia del dio cornuto. Starnuto!
Le piccole e sottili ali, poco sanno volare, poco sanno sostenerci, poco sanno prevalere sul nostro vento che ci scompiglia gli occhi, ora la bestia sta arrivando.. e adesso che l'universo è triste, sogna d’essere cielo rosso destinato a futura notte..

Tutto deve rimanere nulla.
Siamo spalmati come olio su una tela, non sapendo se faremo parte di qualcosa di particolare o qualcosa d'insensato, non è poi la realtà questa?
E se anche la tela fosse un disegno su un'altra tela, che senso assumeremmo, nel nostro piccolo ambito, che soggetto saremmo? forse una piccola libellula o un rapace con ali d'acciaio? e se la pioggia che ci coglie d'improvviso ci cancellasse, dove finiremmo? dispersi in piccole particelle, o uniti dal destino comune di scarto futuro? Perchè questa luce è troppo importante per noi, che riscalda il nostro sangue e lo fa ribollire creandoci in bolle che immediatamente si spezzano per far volare e volere la nostra anima.

Il tutto desta il nulla.
Mi vengono in mente tante cose, ma nessuna delle quali è degna di essere resa leggibile, non lo so perché, forse dipenderà dal fatto che queste passano nella nostra mente come treni, ne puoi scorgere i vagoni, le finestre con la gente che fissa il paesaggio, che parla o che semplicemente (come se non ci fosse una frammentata difficoltà d’esecuzione) dorme. Ma è difficile scorgere i collegamenti che esistono tra questi vagoni, i vari bulloni che li compongono…e allora mi sembra inutile scriverli. Mi sembra inutile scrivere anche perché non verranno scritti, ma è degno di nota il tentativo.
Grande è la consapevolezza che porto in grembo, piccola è la sicurezza di questa consapevolezza, non si è mai certi di ciò che si può pensare, non siamo mai coscienti del treno che passerà nella nostra mente. Ci svegliamo mentre piangiamo, scorgendo le nostre verità, e le rifiutiamo tutti i giorni, certi d’essere pieni di quella vita che alberga solo nella vita, di quel benessere che vogliamo conservare per essere forti di fronte alle asperità del quotidiano. Ma quando ci accorgiamo di questo, rimane il nulla nel nostro stomaco, e una fitta s’appropria di questo. Tutto questo è in sostanza destinato al nulla.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

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